Stiamo vivendo la ricaduta che i grandi cambiamenti e i progressi della medicina hanno comportato sul benessere, ma anche sul nostro modo di percepire il “patrimonio” salute e la conseguente qualità della vita. Al contrario di quanto si sospetta, la medicina riabilitativa è, oggi più che mai, al centro di questo radicale cambiamento.

Lo è per almeno tre fondamentali motivi. Il primo è dato dalle ormai chiare prove di efficacia dei trattamenti riabilitativi fornite dalla ricerca scientifica degli ultimi decenni, quando questi sono ben concepiti e condotti da un team inter- e multidisciplinare di esperti. Il secondo dalla crescente domanda di cure riabilitative imposta dai cambiamenti demografici in corso, dalla espansione delle malattie croniche e debilitanti come pure dalle difficoltà finanziarie che sta affrontando l’assicurazione invalidità. Il terzo, che deriva dai primi due, é il suo crescente, e diremmo ormai ineludibile, compito di interfaccia con la medicina acuta ad alto contenuto tecnico.

La risposta non potrà mai essere una frammentazione territoriale e la mancanza metodologica offerta da una fin troppo generica etichettatura definita “continuazione delle cure”. Si deve essere consapevoli di mettere il paziente al centro di una rete realmente integrata sul piano operativo e sinergico fra specializzazioni del settore acuto e della continuità riabilitativa stazionaria e territoriale. Si potrà così favorire il recupero del paziente conciliando i grandi imperativi odierni come un’allocazione adeguata e controllata delle risorse, un controllo dei percorsi del paziente come pure una garanzia sulla qualità delle cure erogate.

Per questi motivi e con lo sguardo rivolto al futuro, il settore della medicina riabilitativa ticinese, attraverso un’alleanza strategica siglata tra l’Ente Ospedaliero Cantonale e la Clinica Hildebrand, ha voluto istituire la rete riabilitativa REHA TICINO.

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